RASSEGNA STAMPA

Riaprirà il Niccolini, il teatro più antico della città («L’Osservatore Toscano»)

03/12/2006


Dopo undici anni di oblio, di annunci e smentite su presunti acquirenti e ristrutturazioni, sta per riaprirsi una pagina di storia in pieno centro, il Teatro Niccolini di via Ricasoli, acquistato dall’editore mauro Pagliai, dopo breve

Dopo undici anni di oblio, di annunci e smentite su presunti acquirenti e ristrutturazioni, sta per riaprirsi una pagina di storia in pieno centro, il Teatro Niccolini di via Ricasoli, acquistato dall’editore mauro Pagliai, dopo breve trattativa con la famiglia Ghezzi.
L’antica sala, sorta nel palazzo del conte Niccolò Ughi, negli anni sessanta del seicento, per ospitare la sede e le attività dell’Accademia degli Infuocati, è tra i primi esempi di teatro privato in Italia, nonché antesignano della tradizionale struttura a plachi, disposti a ferro di cavallo attorno alla platea.
Poche notizie solo per dare l’idea di quale patrimonio sta per essere restituito all sua città, in una veste completamente nuova, che lo vedrà non solo teatro, ma centro culturale e aggregativo aperto dalla mattina fin’oltre l’orario di spettacolo. Qui infatti troverà posto un caffè letterario, una libreria, sale per esposizioni e la nuova sede della casa editrice Polistampa di Mauro Pagliai, attualmente in via Santa Maria, in Oltrarno. Questo l’mbizioso progetto del moderno mecenate, che annuncia di volerlo realizzare in piena autonomia e con le proprie risorse. «Su di me so di poter contare - afferma - e ho ben chiaro cosa voglio realizzare. Se poi su questa strada incontrerò dei compagni d’avventura, dei finanziatori, ben venga, ma per il momento vado avanti da solo».
Quanto alla futura gestione Pagliai non si sbilancia, limitandosi a indicare degli indirizzi generali, con la garanzia di un cartellone, orientato prevalentemente ma non unicamente verso la prosa.
«Il mio approdo al Niccolini è figlio della casualità. Stavo cercando una nuova sede in centro, ma non pensavo ad un teatro, quando mi si è aperta questa prospettiva l’ho colta al volo. Io non sono un teatrante e dovrò necessariamente avvalermi della collaborazione di operatori del settore, ma per il momento è prematura ogni ipotesi riguardo alla futura direzione artistica. Mi piace affrontare le questioni quando si pongono, come faceva Annibale, che vinceva le battaglie proprio perchè non le programmava. Adesso è necessario avviare subito i lavori, per essere in grado di alzare il sipario forse già dal 2008, mentre spero d’inaugurare ancora prima i locali del pianterreno».
A coordinare l’imponente restauro, che oltre all’usura del tempo dovrà fronteggiare i danni subiti durante le recenti occupazioni, sarà l’architetto Andrè Benaim. A lavori ultimati la sala ospiterà cinquecento posti tra la platea e i tre ordini di plachi, mentre non tornerà agibile l’antico loggione.


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