RASSEGNA STAMPA

Pagliai a sorpresa “Niente aiuti da privati” («La Repubblica»)

25/11/2006


Nonostante le gravi condizioni del teatro Niccolini

Metà imprenditore, metà sognatore. Si definisce così Mauro Pagliai, l’editore fiorentino che ha acquistato il teatro fiorentino, chiuso da 15 anni: imprenditore perchè sente di aver fatto l’affare giusto, sognatore perchè l’operazione in cui sta per imbarcarsi sembra sovradimensionata per un’azienda come Polistampa. Eppure, Pagliai spiega che nella ristrutturazione del teatro di via Ricasoli, che oggi si presenta in condizioni pessime (un bel buco nella controsoffittatura, uova di piccione nei corridoi dei palchi, macchie d’umidità grosse come carte geografiche), non vuole aiuti da nessuno. «Vede - dice - pubblico libri ma di solito non leggo. Però in questi giorni sto sfogliando una biografia di Annibale, e mi sento vicino al suo modo di agire. Lui accettava informazioni, ma se si metteva in testa una conquistra, nessuno era in grado di feremarlo. Andava avanti di testa sua. Così faccio io». Alla conferenza stampa di ufficializzazione ieri erano presenti Cassa di risparmio e Coop «ma almeno per ora niente interventi esterni. Quando arrivano in soccorso privati è sempre un dare e avere. Si vedrà».
E il «si vedrà» si estende a un po’ tutta l’impresa: chissà quando partiranno i lavori («spero entro la primavera» dice), chissà quale sarà il progetto di recupero. Una cosa è certa: «Questo teatro potrà sopravvivere solo se inserito in un progetto di centro polivalente: libreria, caffetteria, convegni, incontri, cinema, musica e ovviamente prosa. Sarà aperto tutti i giorni dalla mattina a notte tarda. Entro tre anni il Niccolini vivrà a regime completo, ma gli spazi collaterali al teatro potrebbero anche tornare a vivere prima». E i problemi di parcheggio? «Conto molto sulla tramvia: porterà un cambiamento di mentalità dei fiorentini, che saranno sempre più costretti a lasciare l’auto a casa. Io ho rilevato il Niccolini proprio per la sua posizione centralissima. Da quando Polistampa è venuta via da via Santa Maria, sento il bisogno di un luogo nel cuore di Firenze che torni ad essere polo di aggregazione di intellettuali com’era quella sede, dove si ritrovavano Luzi, Parronchi, Gurrieri, Siciliano». E proprio dall’ex chiesa di Santa Chiara, in Oltrarno, e dagli edifici annessi (per un totale di 1600 metri quadri ancora di proprietà di Pagliai) potrebbero arrivare proventi per la ristrutturazione del Niccolini, «stiamo valutando due ipotesi - spiega Antonio Pagliai, figlio e scocio di Mauro - utilizzare questi spazi per la didattica, organizzazione di corsi sui beni museali con importanti visiting professors, oppure darli in affitto». Soddisfazione per l’acquisto del Niccolini arrivano dal vicesindaco Matulli e da Claudio Martini.


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