RASSEGNA STAMPA

Pugni ricolmi d’oro. Una prima nazionale al Teatro Niccolini («La Nazione»)

01/12/2016


Osservare gli errori di ieri è un modo per riflettere sui pericoli, assai simili, con cui siamo chiamati a confrontarci oggi. Con pizzico di ironia, alla lezione del grande varietà

Osservare gli errori di ieri è un modo per riflettere sui pericoli, assai simili, con cui siamo chiamati a confrontarci oggi. Con pizzico di ironia, alla lezione del grande varietà. Appuntamento da stasera (ore 21, info 055.0763333) all’11 dicembre al teatro Niccolini per il debutto in prima nazionale della mise en espace I pugni ricolmi d’oro. Ovvero: Come un ricco suddito resta sempre un suddito, una fantasmagoria da Heinrich e Thomas Mann in salsa brechtiana regia di Claudio Longhi e produzione della Fondazione Teatro della Toscana. Gli interpreti sono Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Diana Manea, Eugenio Papalia, Simone Tango lo con Olimpia Greco alla fisarmonica. Regia di Claudio Longhi. Questo spettacolo, che è un debutto, fa parte del progetto Carìssimi Padri... Almanacchi della “Grande Pace” (1900-1915) che da nove mesi ripercorre e condivide con la città i motivi che un secolo fa condussero l’Europa nel gorgo autodistruttivo della Prima Guerra Mondiale. Ripercorrendo la vicenda di Diederich Hessling, protagonista del romanzo satirico II suddito di Heinrich Mann, riletto alla luce delle riflessioni di un altro Mann, Thomas, I pugni... gioca a mettere in luce, con stile grottesco, i tragicomici meccanismi di affermazione del potere e costruzione del consenso che 100 anni fa furono fatali all’Europa. Per la prima volta, nelle recite di domenica 4, sabato 10 e domenica 11 dicembre il finale dello spettacolo vedrà il coinvolgimento di 50 cittadini di tutte le età, di Firenze e dintorni, che hanno lavorato negli atelier o nei laboratori. Cento anni fa impazzava già la Prima Guerra Mondiale, arrivata dopo l’abbaglio della ville lumière, dei porti lontani e delle loro merci coloniali, del vanescente mondo della prima cinematografia, un anno, il 2016, per indagare insieme alla città di Firenze i 15 anni in cui lo spensierato ottimismo del 1900 ha ceduto il passo alla Grande Guerra, per ripercorrere l’incosciente avvicinarsi all’inferno, compreso solo quando la deflagrazione delle ostilità era ormai realizzata. Ed è dalle pagine di questo romanzo profetico nasce lo spettacolo. Da vedere.


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