RASSEGNA STAMPA

La Pergola e i suoi multipli («La Nazione»)

23/06/2016


«Questa stagione teatrale la vogliamo dedicare a due grandi interpreti fiorentini scomparsi: Paolo Poli e Giorgio Albertazzi. Da qui, dalla Pergola, che è stata anche la loro casa».

Cartellone per quattro teatri dedicato a Poli e Albertazzi

«Questa stagione teatrale la vogliamo dedicare a due grandi interpreti fiorentini scomparsi: Paolo Poli e Giorgio Albertazzi. Da qui, dalla Pergola, che è stata anche la loro casa». Marco Giorgetti, presidente della fondazione Teatro della Pergola Teatro della Toscana, davanti a personaggi come Gabriele Lavia, Luca Barbareschi, Geppy Gleijeses, Giuslio Scarpati, Valeria Solarino, Glauco Mauri, Sandro Lombardi ha voluto tributare un saluto a due maestri del teatro italiano. Per la prima volta la Fondazione Teatro della Toscana ha presentato ben quattro stagioni, sia quelle degli spazi d’area fiorentina, cioè la Pergola, il ritrovato Niccolini e il Teatro Studio di Scandicci che la Fondazione gestirà per i prossimi ire anni. Ma anche e sempre di più quella del Teatro Era di Pontedera. Presentazione-fiume partita da un coreografico cerchio sul palco del più importante teatro della Toscana dove è stata descritta a suon di – ohi la moda – slide e musica l’offerta di spettacoli. Dal ottobre a maggio 2017 circoleranno i più grandi nomi del teatro contemporaneo. Torneranno la Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, Massimo Ranieri con Maurizio Scaparro, Mariangela D’Abbraccio e Laura Morante, Massimo Ghini, Elio e Toni Servillo. Ma anche Roberto Latini, Roberto Bacci e Zaches Teatro. Impossibile elencare tutti gli spettacoli, visto che il programma completo è un libro. Ma daremo i numeri di questo immenso lavoro di programmazione: ben 86 spettacoli, 13 prime nazionali, 11 produzioni, 10 coproduzioni. «Vorrei girare gli applausi non solo agli artisti – ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella – ma anche a questo lavoro impressionante il cui merito va dato a Marco Giorgetti. Sono fiducioso – ha concluso ؎ perché è il segnale che questa nostra regione è ricca e vivace. E ha voglia di sperimentare». Il Teatro della Toscana vuoi dire produzioni, coproduzioni e prime nazionali. Alla Pergola il debutto sarà il 3 ottobre con «Calderón» di Pasolini e Sandro Lombardi. Seguirà il 29 ottobre in prima nazionale Massimo Ranieri con «Caffè del porto», spettacolo su Raffaele Viviani, regia di Scaparro. Il Teatro Niccolini aprirà i battenti il 12 ottobre con Gabriele Lavia e «L’uomo dal fiore in bocca» di Pirandello. Subito dopo, il 1 dicembre prima nazionale ecco «I pugni ricolmi d’oro», fantasmagoria da Heinrich e Thomas Mann in salsa brechtiana, regia Claudio Longhi. La nuova geografia teatrale ricalca un po’ l’idea francese con spettacoli matinée e pomeridiani. La Pergola sarà luogo dei grandi allestimenti, il Niccolini il teatro dell’attore e della parola in italiano. Scandicci sarà laboratorio nel quale andare alla scoperta di un nuovo specifico per la scena. Pontedera avrà una programmazione fra teatro di ricerca e di tradizione. Non è vero che nessuno aiuta lo spettacolo di qualità nel nostro Paese. La Fondazione Pergola consentirà a tutto il pubblico di vedere spettacoli, i migliori che ci sono. E diversi, distanti, pregiati, stimolanti. Non dominati dalle leggi del mercato: pensando ai giovani.


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