RASSEGNA STAMPA

Niccolini, rinasce il teatro più antico («Il Reporter»)

01/02/2016


’è un tempo per abbassare il sipario e un tempo per rialzarlo. Può essere sintetizzata così la parabola del Niccolini, antichissimo teatro fiorentino ( il più longevo della città e uno dei più datati d’Europa)

C’è un tempo per abbassare il sipario e un tempo per rialzarlo. Può essere sintetizzata così la parabola del Niccolini, antichissimo teatro fiorentino ( il più longevo della città e uno dei più datati d’Europa) chiuso per quasi un ventennio e riportato a nuova vita da Mauro Pagliai, imprenditore fiorentino (titolare del gruppo Polistampa) che ha acquistato lo spazio di via Ricasoli e che, nel gennaio di quest’anno, lo ha restituito alla città. Proprio quando la cultura sembrava vacillare, è arrivata la buona notizia, frutto di tanto lavoro e altrettanto ottimismo. “Sono di natura una persona ottimista - racconta Pagliai - e credo fortemente nei progetti che metto in piedi.” Un lavoro di squadra che porta oggi il Niccolini a (ri)entrare nel circuito dei teatri fiorentini, dopo essere stato, in passato, palcoscenico per artisti di fama, da Carmelo Bene a Vittorio Gassman, da Paolo Conte a Paolo Poli. Il lungo lavoro di ristrutturazione, diretto dall’architetto Andrè Benaim, ha riportato la struttura - 406 posti e quattro ordini di palchi - allo splendore originale, iniziando dal rifacimento di facciata a tetto e proseguendo con l’adeguamento di impianti e sicurezza. “Uno spazio destinato a vivere tutti i giorni, tutto il giorno”, così gli ha dato il benvenuto il sindaco Dario Nardella,che ha partecipato all’inaugurazione del nuovo corso dello spazio.  Il nuovo Niccolini è un centro culturale polivalente dove, accanto alla stagione teatrale, troveranno spazio mostre e convegni. Dopo essere stato scelto come location di uno degli eventi principali dell’ultimo Pitti Immagine Uomo (la performance dello stilista Marco De Vincenzo), a partire da questo mese sarà l’Opera di Santa Maria del Fiore a valorizzare il Niccolini, includendo in uno speciale percorso turistico che interessa i visitatori provenienti da tutto il mondo. A partire da fine aprile la sala sarà utilizzata ogni giorno, dalle 9 alle 17, per presentare in maniera continuativa un video della durata di venti minuti che vuol preparare il pubblico alla comprensione dei monumenti di piazza Duomo. La stagione vera e propria, con un cartellone denso di nomi e spettacoli di prestigio, è invece gestita dalla Fondazione Teatro della Toscana, che vede a febbraio (dal 12 al 21) andare in scena “Truman Capote. Questa cosa chiamata amore” ( di Massimo Sgorbani), dedicato al grande scrittore di “Colazione da Tiffany” scomparso prematuramente nel 1984. Per concludere l’offerta, al piano terra del teatro sono presenti un cafè e un bookshop con le più importanti novità del gruppo Polistampa, oltre a una selezione di titoli sul teatro e sul patrimonio dell’Opera del Duomo.


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